INDICE:
- Cos’è la vitamina D e a cosa serve
- Vitamina D bassa: valori ed esame del sangue
- Cause e fattori di rischio della carenza
- Carenza di vitamina D: sintomi e segnali
- Sintomi neurologici, agli occhi e alla pelle
- Vitamina D in menopausa e caduta dei capelli
- Sole e alimenti con vitamina D
- Integratori e farmaci: quando servono
- Domande frequenti sulla vitamina D
Questo articolo è stato corretto e revisionato dal Dottor Carmine Pezzullo
La carenza di vitamina D può non dare alcun sintomo oppure manifestarsi, soprattutto quando è marcata e prolungata, con dolore osseo, debolezza muscolare e maggiore fragilità dello scheletro. Stanchezza, difficoltà di concentrazione, capelli che cadono o pelle secca non permettono invece di riconoscerla da soli, perché hanno molte possibili cause.
Il parametro utilizzato per valutare lo stato della vitamina D è la 25-idrossivitamina D, o 25(OH)D, misurata con un esame del sangue. Il dosaggio non è uno screening da eseguire automaticamente su tutte le persone: va interpretato dal medico in base a sintomi, età, patologie, farmaci assunti e fattori di rischio.
Cos’è la vitamina D e a cosa serve
Con “vitamina D” si indica un gruppo di sostanze liposolubili. Le forme più note sono la vitamina D2, o ergocalciferolo, e la vitamina D3, o colecalciferolo. Entrambe possono aumentare i livelli di 25(OH)D; la D3 tende, a parità di dose, ad aumentarli maggiormente e a mantenerli più a lungo.
La vitamina D contribuisce:
- al normale assorbimento e utilizzo di calcio e fosforo;
- al mantenimento di ossa e denti normali;
- alla normale funzione muscolare;
- al normale funzionamento del sistema immunitario.
Una parte viene introdotta con gli alimenti, ma la fonte principale è la sintesi cutanea indotta dai raggi UVB. Questo non significa che sia opportuno esporsi al sole senza protezione: l’esposizione deve restare compatibile con fototipo, stagione e prevenzione dei danni cutanei.
Per approfondire le diverse forme puoi leggere anche differenze tra vitamina D e vitamina D3.
Vitamina D bassa: valori ed esame del sangue
Lo stato della vitamina D si valuta misurando nel sangue la 25(OH)D. Il risultato può essere espresso in ng/mL oppure in nmol/L. Secondo ISSalute, nelle linee guida italiane SIOMMMS 2023 sono indicati come desiderabili valori compresi tra 20 e 40 ng/mL, mentre valori inferiori a 20 ng/mL sono indicativi di carenza. La decisione di iniziare una terapia, però, non dipende soltanto da un numero.
La Nota 96 AIFA distingue infatti varie situazioni cliniche. Nelle persone sane e senza sintomi il dosaggio di routine non è considerato appropriato; in assenza di altre condizioni di rischio, la soglia considerata per l’avvio della terapia è molto bassa, intorno a 10–12 ng/mL. Soglie differenti possono essere utilizzate in presenza di osteoporosi, malassorbimento, iperparatiroidismo o terapie che interferiscono con il metabolismo della vitamina D.
Non interpretare autonomamente il referto: laboratorio, stagione, quadro clinico e unità di misura possono modificare la lettura del risultato. Il medico stabilisce se siano necessari integrazione, trattamento farmacologico o ulteriori controlli.
Cause e fattori di rischio della carenza di vitamina D
Livelli bassi possono dipendere da una ridotta produzione cutanea, da un apporto limitato, da un assorbimento insufficiente o da condizioni che modificano il metabolismo della vitamina. Il rischio può aumentare in caso di:
- scarsa o assente esposizione alla luce solare, vita prevalentemente al chiuso o abiti molto coprenti;
- età avanzata, fragilità, ridotta mobilità o permanenza in strutture assistenziali;
- pelle scura, che richiede una maggiore esposizione UVB per produrre la stessa quantità di vitamina D;
- obesità;
- celiachia, malattia di Crohn, fibrosi cistica, chirurgia bariatrica o altre condizioni di malassorbimento;
- malattie renali o epatiche;
- osteoporosi, osteomalacia o iperparatiroidismo;
- uso prolungato di alcuni farmaci, tra cui glucocorticoidi, antiepilettici e altri medicinali che interferiscono con il metabolismo della vitamina D;
- gravidanza o allattamento, quando il fabbisogno deve essere valutato con il professionista sanitario.
La presenza di un fattore di rischio non dimostra automaticamente una carenza e non definisce da sola la dose da assumere.

Carenza di vitamina D: sintomi e segnali
Una carenza lieve può essere asintomatica. Quando i livelli sono molto bassi o la carenza dura a lungo, i segnali più coerenti riguardano soprattutto ossa e muscoli:
- dolore o dolenzia ossea, anche in zona lombare, bacino o arti inferiori;
- dolori muscolari diffusi;
- debolezza muscolare, in particolare a cosce e glutei;
- difficoltà ad alzarsi da una sedia, salire le scale o camminare normalmente;
- cadute frequenti e non spiegate;
- osteomalacia nell’adulto e rachitismo nel bambino;
- maggiore fragilità ossea in presenza di condizioni predisponenti.
Stanchezza e astenia possono essere presenti, ma sono sintomi molto generici. Anemia, problemi tiroidei, disturbi del sonno, infezioni, depressione e numerose altre condizioni possono provocare manifestazioni simili. I sintomi non sostituiscono l’esame del sangue e la valutazione clinica.
Carenza di vitamina D: sintomi neurologici, agli occhi e alla pelle
Sintomi neurologici
Stanchezza, difficoltà di concentrazione, problemi di memoria, irritabilità e umore depresso vengono talvolta associati a livelli bassi di vitamina D. Si tratta però di sintomi non specifici: non permettono di diagnosticare una carenza e non dimostrano che la vitamina D ne sia la causa. Formicolii, perdita di sensibilità, debolezza improvvisa, confusione o altri disturbi neurologici richiedono una valutazione medica, senza ricorrere autonomamente agli integratori.
Sintomi agli occhi
Non esiste un sintomo oculare caratteristico che consenta di riconoscere la carenza di vitamina D. Secchezza, visione offuscata, fotofobia e dolore agli occhi hanno numerose cause e vanno valutati dal medico o dall’oculista. Non devono essere attribuiti automaticamente a un valore basso di vitamina D.
Sintomi alla pelle
Pelle secca, pallore, acne, dermatite o guarigione lenta delle ferite non sono indicatori affidabili di carenza di vitamina D. Associazioni osservate in alcuni studi non equivalgono a un rapporto diretto di causa ed effetto. Se le manifestazioni persistono, la valutazione dermatologica è più utile dell’integrazione iniziata senza diagnosi.
Vitamina D in menopausa e caduta dei capelli
Carenza di vitamina D in menopausa
La menopausa non produce un gruppo distinto di “sintomi da carenza di vitamina D”. Con la riduzione degli estrogeni aumenta però l’attenzione alla salute delle ossa e al rischio di osteoporosi. Dolori muscolari, debolezza o fratture possono richiedere una valutazione che comprenda, quando indicato, anche la vitamina D.
L’integrazione non sostituisce la valutazione complessiva del rischio di frattura, l’attività fisica adeguata, l’apporto di calcio e le eventuali terapie prescritte. Anche nelle donne in menopausa, dosi e durata vanno scelte in base al quadro individuale.
Vitamina D e caduta dei capelli
Alcuni studi osservazionali hanno rilevato livelli più bassi di vitamina D in persone con determinate forme di alopecia, ma questo non dimostra che la carenza sia la causa della caduta né che l’integrazione faccia ricrescere i capelli. In caso di diradamento è necessario considerare anche familiarità, ferro, tiroide, farmaci, stress e patologie del cuoio capelluto.
Per un approfondimento specifico puoi leggere vitamina D e perdita dei capelli.
Sole e alimenti con vitamina D
La vitamina D viene prodotta soprattutto nella pelle grazie ai raggi UVB. La quantità varia con stagione, latitudine, orario, età, fototipo, abbigliamento e tempo trascorso all’aperto. Non è possibile indicare un tempo di esposizione valido per tutti e non è consigliabile esporsi senza protezione con l’obiettivo di aumentare la vitamina D.
Gli alimenti che ne contengono quantità apprezzabili sono relativamente pochi. Tra le fonti principali rientrano:
- pesci grassi, come salmone, sardine, aringa, sgombro e trota;
- olio di fegato di merluzzo;
- tuorlo d’uovo;
- fegato e alcune carni;
- alimenti fortificati, quando indicato in etichetta.
Latte e derivati non sono necessariamente ricchi di vitamina D se non sono fortificati. L’alimentazione contribuisce all’apporto, ma in alcune persone può non essere sufficiente a correggere una carenza documentata.
Integratori e farmaci per la vitamina D: quando servono
Integratori e medicinali non sono intercambiabili. Gli integratori possono essere utili quando l’apporto è insufficiente o il professionista sanitario ne consiglia l’impiego; i farmaci a base di colecalciferolo, calcifediolo o altre forme vengono prescritti in situazioni specifiche e con dosaggi definiti dal medico.
La vitamina D è espressa in microgrammi oppure in unità internazionali: 1 microgrammo corrisponde a 40 UI. Prima di associare più prodotti è importante sommare tutte le fonti, compresi multivitaminici e integratori di calcio. Dosi eccessive assunte a lungo possono causare ipercalcemia e danneggiare reni e cuore.
Non assumere dosi elevate o boli senza prescrizione. Chiedi prima consiglio in caso di malattia renale, calcoli urinari, ipercalcemia, sarcoidosi, gravidanza, allattamento o terapie concomitanti. La vitamina D non va utilizzata per prevenire o curare COVID-19, infezioni respiratorie, tumori o malattie cardiovascolari.
Tra le formulazioni disponibili sul sito, da scegliere in base alla dose consigliata e senza sostituire una terapia medica, puoi consultare:
Per confrontare altre formulazioni puoi visitare la categoria vitamine e sali minerali. Nei bambini, in gravidanza e in presenza di patologie, la scelta deve essere concordata con pediatra, medico o farmacista.

Domande frequenti sulla vitamina D
Quali sono i sintomi della vitamina D bassa?
Una carenza lieve può non dare sintomi. Quando è marcata e prolungata può associarsi soprattutto a dolore osseo, dolori e debolezza muscolare, difficoltà ad alzarsi o camminare e cadute frequenti. La conferma richiede la valutazione della 25(OH)D nel sangue quando il medico la ritiene indicata.
La carenza di vitamina D causa sintomi neurologici?
Stanchezza, difficoltà di concentrazione e umore depresso sono stati associati a livelli bassi, ma non sono sintomi specifici e possono dipendere da molte altre condizioni. Disturbi neurologici nuovi o persistenti devono essere valutati dal medico.
Quali sono i sintomi della carenza di vitamina D agli occhi?
Non esiste un sintomo oculare caratteristico della carenza. Secchezza, dolore, fotofobia o visione offuscata non permettono di diagnosticarla e richiedono una valutazione medica o oculistica.
La vitamina D bassa provoca sintomi sulla pelle?
Pelle secca, pallore, acne e dermatite non sono segnali affidabili di carenza di vitamina D. Non è corretto iniziare un’integrazione basandosi soltanto su questi disturbi.
Con la vitamina D i capelli ricrescono?
Non è possibile affermarlo. Livelli bassi sono stati osservati in alcune forme di alopecia, ma l’associazione non dimostra che la carenza causi la caduta o che l’integrazione determini la ricrescita. Serve una valutazione della causa del diradamento.
Qual è il valore normale della vitamina D?
Secondo ISSalute, le linee guida italiane SIOMMMS 2023 indicano come desiderabili valori di 25(OH)D tra 20 e 40 ng/mL. La soglia clinica per trattare varia però in base a sintomi, patologie, farmaci e rischio osseo; il referto va interpretato dal medico.
Quando fare l’esame della vitamina D?
Il dosaggio non è raccomandato come controllo di routine per tutte le persone sane e senza sintomi. È appropriato quando esistono sintomi persistenti o condizioni di rischio individuate dal medico, come osteopatie, malassorbimento o terapie che interferiscono con il metabolismo della vitamina D.
Vitamina D e vitamina D3 sono la stessa cosa?
Vitamina D è il termine generale. La vitamina D3, o colecalciferolo, è una delle sue forme; l’altra forma comune è la D2, o ergocalciferolo. Entrambe aumentano la 25(OH)D, ma la D3 tende a mantenerne più a lungo i livelli.
La vitamina D protegge da COVID-19 e infezioni respiratorie?
No. AIFA considera inefficace e inappropriata la somministrazione di vitamina D con l’obiettivo di prevenire COVID-19 o le infezioni respiratorie in generale. Una carenza documentata va comunque trattata secondo le indicazioni del medico.
Troppa vitamina D può fare male?
Sì. Un eccesso prolungato può causare ipercalcemia, con possibili danni a reni e cuore. Non associare più integratori, non superare le dosi indicate e non utilizzare dosi elevate senza prescrizione.
Fonti e approfondimenti
- ISSalute – Vitamina D: funzioni, carenza e valori
- AIFA – Domande e risposte sui farmaci a base di vitamina D
- AIFA – Nota 96
- NIH Office of Dietary Supplements – Vitamin D Fact Sheet
Le informazioni contenute nell’articolo hanno finalità informative e non sostituiscono la diagnosi, il parere o la prescrizione del medico. Non modificare terapie e non iniziare dosi elevate di vitamina D senza indicazione professionale.
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Commenti: 13
Se possibile vorrei conoscere il farmaco da assumere e per quanto tempo, con una quantità di vitamina D rilevata nel sangue pari a 17, a 60 anni di età. Grazie per la risposta, se potete.
Ho cercato di sapere leggendo i vari sintomi se la carenza di vitamina D, nel mio caso che ogni pomeriggio anche con i riscaldamenti accesi, avere brividi di freddo senza febbre, premetto che sono stato operato di tiroide (completamente asportata) almeno 15 anni fa.
Avere una risposta da altri medici spesso aiuta anche moralmente grazie
In una precedente mail non ho comunicato che sono iperteso da almeno 20 anni, operato di tiroide 15 anni, uso con regolarità eutirox 100, tempo fa circa un anno, ho avuto valori tiroidei che ballavano, e, il mio medico mi variava la dose, come curiosità posso comunicarVi che nel 2020 non sono andato al mare per via del Covid (la prima volta nella mia vita dopo almeno 60 anni ) sarà un caso? grazie per la Vs risposta
Esame ematico riporta vit. D insufficiente e diagnosticato psoriasi volgare. Assumo da 6 mesi colecalciferolo.25.000 ui/2.5 ml. Ora smetterò ma poi dovrò continuare da settembre? Non ho risolto il problema psoriasi. Grazie per la rispostac
Da quando assumo la vit D3.... Sono ingrassata. Un effetto contrario.
Nessuno mai fa menzione di una delle cause principali della mancanza di vitamina D e cioè dell’ ipoparatiroidismo e non vengono richieste analisi del sangue che lo diagnosticano fin dalle prime analisi!
Si minimizza poi definendola malattia rara!
Non ci si può accorgere dopo il parto gemellare di esserne colpite
Buonasera mi hanno consigliato la vitamina d per rafforzare le difese immunitarie di mia figlia, ma cercando informazioni ho letto su guna che ci sono integratori specifici per rinforzare il sistema immunitario. A questo punto mi chiedo se sia sufficiente la vitamina d, che già ha cominciato a prendere, o meglio passare a un'integrazione pensata proprio allo scopo. Grazie
Sono sempre stata intollerante alla vitamina D dovrei assumere calcio da solo quale prodotto consigliate? Usavo calcio Sandoz cpr effervescente ma non è più trovabile
ho problemi di artrosi, e sono in cura da un reumatologo.
Sto prendendo ogni 15 giorni un flaconcino di DBASE da 50.000
Appena prendo questo flaconcino ho un giovamento alle mani e ai polsi, non ho più alcun dolore. Chiedo se posso prendere il dbase tutti i giorni, anziche' ogni 15 giorni e se eventualmente prendo un integratore di vitamina D, può farmi aumentare la vitamina D e avere esami ematici sballati. Grazie
vorrei sapere se la carenza di vitamina d puo' essere responabile di macchie scure della pelle,premetto che assumo farmaci legati al parkinson .Ho 78 anni
L’assunzione di vitamina D, come altrettante vitamine appportano benefici alla nostra salute, con l’eccezione che la vitamina D è più importante di tutte le altre vitamine sebbene qualche medico là demonizza a dosi alte paventando intossicazione cosa che non è stato mai riscontrato se non per conflitto di interesse poiché la vitamina in questione svolge un ruolo importante quale la salute alle ossa ai dolori muscolari al cervello alla stanchezza e tutto quant’altro che magari qualche casa farmaceutica in accordo con i medici non vuole visto i benefici che porta al fine di evitare di stare sempre ammalati per mantenere il fatturato. Io personalmente la prendo, da quando ho appreso l’importanza, quotidianamente oppure ogni 15 gg. La dose consigliata è personale e comunque te ne accorgi dai benefici e dalle analisi. Attualmente ne prendo 50.000 unità/15gg ma qualche medico amico ha consigliato di aumentare la dose anche 4000/g…
Tempo fa ho preso vit.d a gocce , esattamente didrogil. Senza altri integratori di supporto e mi era aumentata rispetto a prima poi una farmacista mi ha consigliato vit. D+ vit. K in compresse e addirittura si era abbassata rispetto a prima. Vorrei sapere come mai. Così sono ritornata a didrogil. Senza vita. K
Ho riscontrato un anno fa di avere la vitamina D carente 21,5 ho preso ogni 15 giorni un flaconcino di vitamina D per 3 mesi , ho rifatto le analisi ad un anno esatto ed è diminuita a 18,8. Faccio presente che ho 73 anni e prendo farmaci per alta pressione da 15 anni. Inoltre faccio molto sport e prendo tantissimo sole, altre analisi tutte nella norma. Mi sa dire qualcosa in merito. La ringrazio.
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