INDICE:
- Cos'è il lattulosio?
- A cosa serve il lattulosio?
- Come agisce il lattulosio? Meccanismo d'azione
- Come prendere il lattulosio sciroppo
- Differenze tra lattulosio e altri lassativi osmotici
- Lattulosio intolleranza e controindicazioni
Questo articolo è stato corretto e revisionato dal Dottor Carmine Pezzullo
Cos'è il lattulosio?
Il lattulosio è una sostanza che negli ultimi anni è diventata sempre più conosciuta e utilizzata, soprattutto in ambito medico e nutrizionale. Il motivo principale di questa crescente attenzione è legato all’aumento dei disturbi intestinali (come stitichezza cronica, disbiosi e sindrome dell’intestino irritabile), ma anche al suo impiego nel trattamento di alcune patologie epatiche. Inoltre, l’interesse verso il benessere del microbiota intestinale ha portato a rivalutare sostanze come il lattulosio, considerate utili per modulare la flora batterica in modo positivo.
Definizione del lattulosio
Il lattulosio è un disaccaride sintetico, cioè uno zucchero composto da due monosaccaridi: galattosio e fruttosio. Dal punto di vista chimico, è molto simile al lattosio (lo zucchero naturalmente presente nel latte), con la differenza che nel lattulosio il glucosio è sostituito dal fruttosio. Questa piccola variazione strutturale ha conseguenze importanti sul suo comportamento all’interno dell’organismo umano.
Una delle caratteristiche fondamentali del lattulosio è che non viene digerito né assorbito nell’intestino tenue. Gli enzimi digestivi umani non sono infatti in grado di scindere il legame tra galattosio e fruttosio. Di conseguenza, il lattulosio raggiunge il colon praticamente intatto, dove viene fermentato dalla flora batterica intestinale. Questo processo di fermentazione porta alla produzione di acidi organici (come acido lattico e acido acetico), che abbassano il pH intestinale e favoriscono una serie di effetti benefici.
Dal punto di vista farmacologico, il lattulosio è classificato come lassativo osmotico. Ciò significa che richiama acqua all’interno dell’intestino, aumentando il volume e l’idratazione delle feci e stimolando la peristalsi intestinale. Questo meccanismo lo rende particolarmente utile nel trattamento della stitichezza, soprattutto quando è cronica o resistente ad altri rimedi più blandi.
Oltre all’effetto lassativo, il lattulosio svolge un ruolo importante come prebiotico. Favorisce infatti la crescita di batteri “benefici” come i Bifidobatteri e i Lattobacilli, contribuendo al miglioramento dell’equilibrio del microbiota intestinale. Per questo motivo, negli ultimi anni viene spesso citato in relazione alla salute intestinale e al benessere generale.
In sintesi, il lattulosio non è solo uno zucchero, ma una molecola con funzioni specifiche e mirate, utilizzata sia come farmaco sia come supporto alla salute intestinale.
Dove è contenuto il lattulosio
A differenza di molti altri zuccheri, il lattulosio non è naturalmente presente in quantità significative negli alimenti. La sua presenza è infatti il risultato di un processo industriale, ottenuto a partire dal lattosio attraverso un trattamento chimico o termico che ne modifica la struttura. Per questo motivo, non esistono veri e propri “alimenti ricchi di lattulosio” nella dieta quotidiana.
Tuttavia, tracce di lattulosio possono formarsi naturalmente in alcuni prodotti lattiero-caseari sottoposti a forti trattamenti termici, come il latte UHT (a lunga conservazione), il latte sterilizzato o il latte condensato. Durante il riscaldamento ad alte temperature, una piccola parte del lattosio può trasformarsi in lattulosio. Le quantità, però, sono molto basse e non sufficienti a produrre effetti lassativi o prebiotici rilevanti.
La principale fonte di lattulosio rimane quindi quella farmaceutica. È comunemente disponibile sotto forma di sciroppo, soluzione orale o, meno frequentemente, in polvere. Questi prodotti sono dosati in modo preciso e vengono utilizzati sia su prescrizione medica sia come automedicazione controllata, soprattutto per la stipsi occasionale o cronica. In ambito clinico, il lattulosio è spesso preferito ad altri lassativi perché non crea dipendenza e può essere utilizzato anche per periodi prolungati, sotto controllo medico.
Negli ultimi anni, il lattulosio ha trovato spazio anche nel settore degli integratori alimentari, spesso associato a fibre, fermenti lattici o altre sostanze prebiotiche. In questi casi, viene utilizzato principalmente per favorire la regolarità intestinale e sostenere l’equilibrio della flora batterica. Anche se non è un nutriente essenziale, il suo ruolo funzionale lo rende un ingrediente di interesse nella nutrizione moderna.
È importante sottolineare che il lattulosio, pur derivando dal lattosio, è generalmente ben tollerato anche da molte persone intolleranti al lattosio, proprio perché non viene digerito dagli enzimi intestinali. Tuttavia, può causare effetti collaterali come gonfiore, flatulenza o crampi addominali, soprattutto nelle fasi iniziali dell’assunzione o a dosaggi elevati.
A cosa serve il lattulosio?
Il lattulosio è una sostanza ampiamente utilizzata in ambito medico per i suoi effetti benefici sull’intestino e sul metabolismo di alcune sostanze tossiche. Grazie al suo meccanismo d’azione delicato ma efficace, viene impiegato sia nel trattamento di disturbi comuni sia in contesti clinici più complessi.
Utilizzi principali del lattulosio
Il principale utilizzo del lattulosio riguarda il trattamento della stipsi, sia occasionale che cronica. Agendo come lassativo osmotico, il lattulosio richiama acqua nel lume intestinale, aumentando l’idratazione delle feci e facilitandone l’evacuazione. A differenza di altri lassativi stimolanti, non irrita la mucosa intestinale e non provoca assuefazione, motivo per cui può essere utilizzato anche per periodi prolungati sotto controllo medico.
Un altro impiego fondamentale del lattulosio è nel trattamento dell’encefalopatia epatica, una complicanza neurologica associata a gravi patologie del fegato. In questo caso, il lattulosio riduce la produzione e l’assorbimento dell’ammoniaca a livello intestinale, una sostanza tossica che può accumularsi nel sangue quando il fegato non è in grado di eliminarla correttamente. Acidificando il contenuto del colon, il lattulosio favorisce la conversione dell’ammoniaca in una forma meno assorbibile, contribuendo a migliorare lo stato mentale del paziente.
Il lattulosio è inoltre apprezzato per la sua azione prebiotica. Stimola la crescita di batteri intestinali benefici, come Bifidobatteri e Lattobacilli, favorendo l’equilibrio del microbiota. Questo effetto può risultare utile in caso di disbiosi intestinale, dopo terapie antibiotiche o in presenza di disturbi digestivi funzionali. Grazie a queste caratteristiche, il lattulosio viene utilizzato anche in ambito preventivo, per sostenere la salute intestinale nel lungo periodo.
Quando è indicato il lattulosio
Il lattulosio è indicato principalmente nei casi di stitichezza persistente, soprattutto quando le modifiche dello stile di vita (aumento di fibre, idratazione e attività fisica) non risultano sufficienti. È spesso consigliato a persone anziane, soggetti allettati o pazienti che devono evitare sforzi durante la defecazione, come dopo interventi chirurgici o in presenza di emorroidi e ragadi anali.
È particolarmente indicato anche nei pazienti affetti da malattie epatiche croniche, come la cirrosi, per la prevenzione e il trattamento dell’encefalopatia epatica. In questi casi, il lattulosio rappresenta una terapia di prima linea e viene somministrato con dosaggi personalizzati in base alla risposta clinica del paziente.
Il lattulosio può essere utilizzato anche in situazioni di alterazione della flora intestinale, ad esempio dopo cicli prolungati di antibiotici o in presenza di disturbi come gonfiore, irregolarità intestinale e digestione lenta. Grazie alla sua azione prebiotica, aiuta a ristabilire un ambiente intestinale favorevole alla proliferazione dei batteri “buoni”.
Infine, è indicato anche nei bambini e in gravidanza, previa indicazione medica, poiché non viene assorbito a livello sistemico. Tuttavia, è sempre importante adattare il dosaggio e monitorare eventuali effetti collaterali, come meteorismo o crampi addominali, soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento.
Come agisce il lattulosio? Meccanismo d'azione
Il meccanismo d’azione del lattulosio si sviluppa attraverso una serie di fasi successive che coinvolgono il tratto gastrointestinale, in particolare il colon. La sua efficacia dipende dal fatto che non viene digerito né assorbito dall’organismo, ma viene metabolizzato dalla flora batterica intestinale. Di seguito le principali fasi del suo funzionamento:
1. Resistenza alla digestione
- Dopo l’assunzione orale, il lattulosio attraversa lo stomaco e l’intestino tenue senza subire modificazioni.
- Gli enzimi digestivi umani non sono in grado di scindere il legame tra galattosio e fruttosio, impedendone l’assorbimento.
2. Arrivo nel colon
- Il lattulosio giunge integro nel colon, dove è presente un’elevata concentrazione di batteri intestinali.
- Qui diventa un substrato fermentabile per la flora batterica residente.
3. Fermentazione batterica
- I batteri intestinali metabolizzano il lattulosio producendo acidi organici come acido lattico, acetico e formico.
- Questo processo è responsabile anche della possibile comparsa iniziale di gas intestinali.
4. Abbassamento del pH intestinale
- La produzione di acidi provoca un’acidificazione del contenuto del colon.
- L’ambiente più acido favorisce la crescita di batteri benefici (Bifidobatteri e Lattobacilli) e inibisce quelli potenzialmente dannosi.
5. Effetto osmotico
- L’abbassamento del pH richiama acqua nel lume intestinale per osmosi.
- Le feci diventano più morbide, idratate e voluminose.
6. Stimolazione della peristalsi
- L’aumento del volume fecale stimola i movimenti peristaltici dell’intestino.
- Questo facilita il transito intestinale e l’evacuazione naturale.
7. Riduzione dell’ammoniaca (nelle patologie epatiche)
- L’ambiente acido trasforma l’ammoniaca (NH₃) in ione ammonio (NH₄⁺), non assorbibile.
- L’accelerazione del transito intestinale riduce il tempo di produzione e assorbimento delle sostanze azotate.
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Come prendere il lattulosio sciroppo
Per ottenere i benefici desiderati apportati dall'utilizzo di Lattulosio, ed evitare effetti indesiderati, è importante sapere quando assumerlo, per quanto tempo utilizzarlo e dopo quanto tempo aspettarsi l’effetto.
Quando prendere il lattulosio
Il lattulosio sciroppo può essere assunto in qualsiasi momento della giornata, ma nella pratica clinica è spesso consigliato prenderlo al mattino, preferibilmente a stomaco pieno o dopo la colazione. Questa modalità favorisce una migliore tollerabilità e permette di sincronizzare l’effetto lassativo con il ritmo intestinale naturale.
In alcuni casi, soprattutto in presenza di stipsi marcata o se si verificano gonfiore e crampi, il dosaggio giornaliero può essere suddiviso in due assunzioni, ad esempio mattino e sera. Questo approccio aiuta a ridurre la produzione di gas e migliora il comfort intestinale.
Il lattulosio può essere assunto puro oppure diluito in acqua, tè o succhi di frutta, senza alterarne l’efficacia. È fondamentale accompagnare l’assunzione con un’adeguata idratazione, poiché l’effetto osmotico del farmaco richiede una buona disponibilità di liquidi.
Nei pazienti con encefalopatia epatica, la tempistica e la frequenza di assunzione vengono stabilite dal medico, spesso con più somministrazioni al giorno, con l’obiettivo di ottenere un numero definito di evacuazioni quotidiane.
Per quanto tempo si può prendere il lattulosio
Il lattulosio può essere assunto anche per periodi prolungati, poiché non provoca dipendenza né assuefazione intestinale. Questo lo rende particolarmente adatto al trattamento della stipsi cronica, soprattutto in soggetti anziani o con condizioni che richiedono un uso continuativo di lassativi delicati.
In caso di stipsi occasionale, il trattamento può durare pochi giorni, fino alla normalizzazione dell’alvo. Se invece la stitichezza persiste oltre 1–2 settimane, è consigliabile consultare il medico per valutare le cause sottostanti e adattare il dosaggio.
Nei pazienti con patologie epatiche, il lattulosio viene spesso utilizzato come terapia a lungo termine, sotto stretto controllo medico, con aggiustamenti periodici della dose in base alla risposta clinica e alla tollerabilità.
È importante non sospendere bruscamente il trattamento nei casi cronici senza indicazione medica, ma eventualmente ridurre gradualmente la dose una volta raggiunta la regolarità intestinale.
Dopo quanto tempo fa effetto il lattulosio
L’effetto del lattulosio non è immediato. Generalmente, la prima evacuazione si verifica dopo 6–12 ore dall’assunzione, ma in alcune persone possono essere necessarie 24–48 ore per ottenere un effetto evidente. Questo dipende dal dosaggio, dalla sensibilità individuale e dalla composizione del microbiota intestinale.
Proprio per la sua azione graduale, il lattulosio è considerato un lassativo delicato e fisiologico, che favorisce un’evacuazione naturale senza stimolazioni aggressive dell’intestino. Nei primi giorni di utilizzo possono comparire gonfiore e flatulenza, segni dell’inizio della fermentazione batterica, che tendono a ridursi con il proseguimento della terapia.
Se l’effetto è insufficiente, il dosaggio può essere aumentato progressivamente, sempre seguendo le indicazioni del medico o del foglietto illustrativo, fino al raggiungimento dell’effetto desiderato.
Differenze tra lattulosio e altri lassativi osmotici
I lassativi osmotici sono farmaci che favoriscono l’evacuazione richiamando acqua nel lume intestinale, aumentando così il volume e la morbidezza delle feci. Oltre al lattulosio, tra i lassativi osmotici più utilizzati troviamo il macrogol (PEG), il sorbitolo, il mannitolo e i sali di magnesio (come idrossido o solfato di magnesio). Pur condividendo un meccanismo di base simile, presentano differenze importanti in termini di modalità d’azione, tollerabilità e indicazioni cliniche.
Lattulosio vs macrogol (Peg): caratteristiche e differenze
Il macrogol è un polimero sintetico che agisce esclusivamente per effetto osmotico, trattenendo acqua nell’intestino senza essere fermentato dalla flora batterica. A differenza del lattulosio, non produce gas e provoca meno gonfiore e meteorismo, risultando spesso meglio tollerato nei soggetti sensibili.
Il lattulosio, invece, viene fermentato dai batteri intestinali, esercitando anche un’azione prebiotica che il macrogol non possiede. Inoltre, il macrogol è generalmente più rapido e prevedibile, mentre il lattulosio ha un’azione più graduale. Dal punto di vista clinico, il macrogol è spesso preferito nella stipsi funzionale severa, mentre il lattulosio trova maggiore impiego quando si vuole anche migliorare il microbiota intestinale o in presenza di encefalopatia epatica.
Lattulosio vs Sorbitolo: caratteristiche e differenze
Il sorbitolo è uno zucchero alcolico con azione osmotica simile a quella del lattulosio. Tuttavia, viene parzialmente assorbito nell’intestino tenue, rendendo il suo effetto meno costante e più dipendente dalla dose. Inoltre, il sorbitolo può causare gonfiore, crampi e diarrea più facilmente, soprattutto in soggetti sensibili o con intestino irritabile.
Il lattulosio, pur causando anch’esso fermentazione e gas, ha un profilo di sicurezza più consolidato e un’azione meglio modulabile nel tempo. Per questo motivo, il sorbitolo viene utilizzato più raramente come lassativo vero e proprio e più spesso come eccipiente o dolcificante, mentre il lattulosio è un farmaco specificamente indicato per la stipsi e per condizioni cliniche precise.
Lattulosio vs Mannitolo: caratteristiche e differenze
Il mannitolo è un altro zucchero alcolico con effetto osmotico, ma il suo utilizzo come lassativo è oggi limitato. Viene fermentato in modo meno prevedibile e può causare importanti effetti collaterali gastrointestinali, come dolore addominale e diarrea profusa.
Rispetto al lattulosio, il mannitolo è meno utilizzato nella pratica clinica quotidiana perché il lattulosio offre un miglior equilibrio tra efficacia e tollerabilità. Inoltre, il mannitolo non possiede l’effetto prebiotico né il ruolo specifico nella riduzione dell’ammoniaca, rendendo il lattulosio una scelta più versatile.
Lattulosio vs Sali di Magnesio: caratteristiche e differenze
I sali di magnesio (come idrossido o solfato di magnesio) agiscono rapidamente richiamando acqua nell’intestino. Il loro effetto è spesso più intenso e rapido rispetto al lattulosio, ma anche meno fisiologico. Un uso prolungato può portare a squilibri elettrolitici, soprattutto nei bambini, negli anziani e nei pazienti con insufficienza renale.
Il lattulosio, al contrario, non altera l’equilibrio elettrolitico e può essere utilizzato a lungo termine con maggiore sicurezza. Per questo motivo, i sali di magnesio sono indicati solo per un uso occasionale, mentre il lattulosio è più adatto a trattamenti continuativi.
Quando preferire il lattulosio rispetto ad altri lassativi
Il lattulosio è da preferire quando è necessario un lassativo delicato, sicuro e utilizzabile a lungo termine, in particolare nei casi di stipsi cronica, nei soggetti anziani, nei bambini e in gravidanza (previa indicazione medica). È inoltre la scelta di riferimento nei pazienti con encefalopatia epatica, grazie alla sua capacità di ridurre l’assorbimento dell’ammoniaca.
Rispetto ad altri lassativi osmotici, il lattulosio offre il vantaggio aggiuntivo dell’azione prebiotica, che contribuisce al miglioramento del microbiota intestinale. Sebbene possa causare gonfiore iniziale, questo effetto tende a ridursi nel tempo. In sintesi, il lattulosio rappresenta una soluzione equilibrata tra efficacia, sicurezza e benefici a lungo termine, soprattutto quando l’obiettivo non è solo evacuare, ma ristabilire una funzione intestinale fisiologica.
Lattulosio intolleranza e controindicazioni
Il lattulosio è generalmente ben tollerato, ma esistono alcune intolleranze, condizioni cliniche e situazioni in cui il suo utilizzo richiede cautela o è controindicato.
Intolleranze e sensibilità al lattulosio
- Ipersensibilità al lattulosio o a uno degli eccipienti presenti nella formulazione
- Gonfiore addominale e meteorismo, soprattutto nei primi giorni di trattamento
- Crampi addominali legati alla fermentazione intestinale
- Diarrea in caso di dosaggi eccessivi o aumenti troppo rapidi della dose
- Nausea (meno frequente, ma possibile)
- Fastidio intestinale più marcato in soggetti con intestino sensibile o colon irritabile
Controindicazioni assolute
- Ostruzione intestinale o sospetto di blocco intestinale
- Perforazione gastrointestinale
- Dolore addominale acuto di origine sconosciuta
- Galattosemia (rara malattia genetica del metabolismo del galattosio)
- Ileo paralitico
Controindicazioni relative e condizioni che richiedono cautela
- Diabete mellito: Il lattulosio è uno zucchero e può influire, seppur minimamente, sulla glicemia
- Intolleranza al lattosio: Generalmente ben tollerato, ma alcune formulazioni possono contenere tracce di lattosio
- Sindrome dell’intestino irritabile (IBS): Può peggiorare gonfiore e produzione di gas
- Disidratazione: Il rischio aumenta in caso di diarrea indotta dal trattamento
- Uso concomitante di altri lassativi: Può aumentare il rischio di diarrea ed alterazioni intestinali
- Insufficienza renale: Richiede monitoraggio, soprattutto se associato a diarrea prolungata
- Pazienti anziani o debilitati: Necessaria valutazione del dosaggio e monitoraggio della risposta
Bambini e gravidanza
- Bambini: Utilizzabile, ma solo con dosaggio adeguato e sotto indicazione medica
- Gravidanza e allattamento: Generalmente considerato sicuro, ma da assumere solo se necessario e su consiglio del medico
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