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In cosa consiste lo Screening mammografico?

In cosa consiste lo Screening mammografico?


Il tumore al seno è una patologia che può diventare molto grave se non diagnosticata e curata in tempo. Ciò che può accadere, e non essere subito visibile a occhio nudo, è una moltiplicazione incontrollata di specifiche cellule della ghiandola mammaria che diventano cellule maligne.

Seppure i tumori possono avere origine da qualsiasi tipo di tessuto del seno, è più usuale che essi nascano dalle cellule ghiandolari o da quelle che costituiscono la parete dei dotti lattifori (dove scorre il latte).

Secondo gli ultimi dati nel 2020 sono stati diagnosticati 377 mila nuovi casi di tumore al seno, 6 mila in più rispetto al 2019. Nel mondo si parla di, ormai, più di 2 milioni di nuovi casi all’anno e un numero di morti per tumore al seno che si aggira intorno alle 500 mila all’anno.

Prevenzione

Una diagnosi precoce è quindi importante ed è effettuabile grazie ai programmi di screening che consentono di eseguire una mammografia alle donne nelle fasce di età a rischio: si tratta di un esame radiografico che consente di identificare la presenza di noduli non ancora identificabili palpando il seno che possono essere causati da un tumore.

Lo screening, effettuabile ogni due anni, secondo le indicazioni del ministero della Salute italiano, è rivolto alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni ed è gratuito. È questa, infatti, la fascia d'età nella quale si concentra gran parte dei tumori del seno, ed eseguire uno screening entro questi termini può ridurre del 40 per cento la mortalità.

Lo screening

Durante uno screening mammografico, si raccolgono informazioni sulla storia familiare della paziente e sulla sua storia clinica: si vanno a esaminare le abitudini alimentari, lo stile di vita, l’età del primo ciclo mestruale e dell’eventuale arrivo della menopausa, le gravidanze, le eventuali terapie ormonali, l’assunzione di farmaci.

Subito dopo si passa all’esame visivo e alla palpazione di entrambe le mammelle e delle stazioni linfonodali, alla ricerca di eventuali noduli palpabili o addirittura visibili, anche se, generalmente, questi sono sintomo di una forma tumorale avanzata, più difficile da curare.

Si esegue poi la mammografia che, come anticipato, aiuta a identificare quei noduli che non sono ancora identificabili al tatto.

Se vuoi approfondire l’argomento oppure chiedere semplici delucidazioni, non esitare a contattarci. Il nostro team di professionisti sarà lieto di risponderti.

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