INDICE:
- Influenza K: che cos'è?
- Sintomi dell'influenza K nel 2026: come riconoscerli?
- Influenza senza febbre: sintomi e caratteristiche
- Quanto dura l'influenza K?
- Come prevenire e accelerare la guarigione dall’influenza K
- Cosa prendere per i sintomi influenzali come l’influenza K
Questo articolo è stato corretto e revisionato dalla Dottoressa Rosa Orlando
Influenza K: che cos'è?
L’influenza K è una variante genetica del virus dell’influenza stagionale A(H3N2) che ha dominato la stagione influenzale 2025-2026 in molte parti del mondo, compresa l’Italia e l’Europa. Non si tratta di un “nuovo virus” completamente distinto, ma di una sottoclade (subclade K o J.2.4.1) del ceppo influenzale A(H3N2), caratterizzata da alcune mutazioni nelle proteine di superficie che le conferiscono una maggiore capacità di diffusione rispetto ai ceppi influenzali tradizionali.
Questa variante è emersa nella seconda metà del 2025 e ha rapidamente preso il sopravvento tra i virus influenzali circolanti, tanto da costituire la maggior parte dei casi registrati nella stagione influenzale in corso. Il suo rapido diffondersi ha contribuito a un picco di contagi precoce e intenso, con milioni di casi diagnosticati e un elevato impatto sui servizi sanitari, scuole e comunità.
Gli esperti internazionali — inclusi l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i Centri per il Controllo delle Malattie e l’Istituto Superiore di Sanità — monitorano attentamente questa variante per comprendere al meglio il suo comportamento epidemiologico e l’impatto sui programmi vaccinali. Sebbene i vaccini antinfluenzali 2025-2026 possano essere parzialmente meno efficaci nell’impedire l’infezione da influenza K, sono ancora raccomandati per ridurre il rischio di forme gravi e complicanze, soprattutto nelle persone vulnerabili.
Caratteristiche e sintomi specifici dell'influenza K
L’influenza K presenta caratteristiche cliniche molto simili a quelle dell’influenza stagionale tradizionale, ma con alcune peculiarità osservate più frequentemente durante la stagione 2025-2026. L’esordio è spesso rapido e improvviso, con un peggioramento dei sintomi nell’arco di poche ore.
I principali sintomi dell’influenza K includono:
- Febbre alta, generalmente superiore ai 38 °C, accompagnata da brividi e sudorazione
- Dolori muscolari e articolari intensi, spesso diffusi in tutto il corpo
- Mal di testa persistente e sensazione di pressione cranica
- Forte stanchezza e debolezza generale, che può durare anche dopo la fase acuta
- Tosse secca o persistente, talvolta dolorosa
- Mal di gola e irritazione delle vie respiratorie
- Congestione nasale o naso che cola
- Disturbi gastrointestinali (nausea, vomito o diarrea), più comuni nei bambini
- Riduzione dell’appetito e difficoltà di concentrazione
In molti casi, i sintomi più intensi si risolvono nell’arco di 5-7 giorni, ma la tosse e la sensazione di affaticamento possono protrarsi per due o tre settimane, soprattutto negli adulti e nei soggetti più vulnerabili. In presenza di peggioramento o difficoltà respiratorie, è consigliabile rivolgersi al medico.
Sintomi dell'influenza K nel 2026: come riconoscerli?
I sintomi dell’influenza K nel 2026 sono simili a quelli dell’influenza stagionale, ma spesso risultano più intensi e di comparsa improvvisa. Il segnale più comune è la febbre alta, che può superare i 38 °C ed essere accompagnata da brividi e sudorazione. Fin dalle prime ore compaiono dolori muscolari e articolari diffusi, mal di testa e una marcata sensazione di stanchezza e debolezza. Tra i sintomi respiratori dell’influenza K rientrano tosse secca o persistente, mal di gola e congestione nasale. In molti casi la guarigione è più lenta: anche dopo la scomparsa della febbre, tosse e affaticamento possono durare diversi giorni o settimane. Nei bambini e in alcuni adulti possono presentarsi anche disturbi gastrointestinali, come nausea, vomito o diarrea. Per riconoscere l’influenza K è importante osservare la combinazione di febbre improvvisa, dolori intensi e peggioramento rapido delle condizioni generali, elementi che la distinguono da un semplice raffreddore, solitamente più lieve e graduale.
Influenza senza febbre: sintomi e caratteristiche
L’influenza senza febbre è una forma meno tipica ma possibile dell’influenza stagionale e può rendere più difficile riconoscere la malattia. L’assenza di febbre, infatti, porta spesso a sottovalutare i sintomi, anche se il disturbo può comunque risultare intenso e prolungato.
I sintomi più comuni dell’influenza senza febbre includono:
- Stanchezza intensa e persistente, spesso improvvisa
- Debolezza generale e ridotta energia
- Dolori muscolari e articolari diffusi
- Mal di testa e difficoltà di concentrazione
- Sensazione di malessere generale, simile a uno stato influenzale classico
In alcuni casi possono comparire anche:
- Brividi leggeri o sensazione di freddo
- Sudorazione senza aumento della temperatura corporea
- Disturbi gastrointestinali lievi, come nausea o inappetenza
L’influenza senza febbre è più frequente negli adulti giovani, nelle persone vaccinate o in chi possiede una buona risposta immunitaria. Proprio per l’assenza della febbre viene spesso confusa con un semplice raffreddore, ma la comparsa improvvisa dei sintomi, unita alla spossatezza marcata e ai dolori diffusi, aiuta a distinguerla. Riconoscerla correttamente è importante per gestire i tempi di recupero ed evitare di riprendere le attività troppo presto.

Quanto dura l'influenza K?
L’influenza K nel 2026 ha una durata simile a quella delle influenze stagionali classiche, ma può presentare alcune differenze legate alla sua maggiore intensità e alla persistenza dei sintomi.
- La fase acuta dura generalmente 5‑7 giorni, durante i quali compaiono febbre alta, dolori muscolari, mal di testa, tosse e malessere generale.
- Anche dopo la scomparsa della febbre, è comune che tosse, stanchezza e debolezza persistano per 1‑2 settimane.
- Nei soggetti più vulnerabili, come anziani, bambini piccoli o persone con patologie croniche, il recupero può richiedere ancora più tempo, fino a 3 settimane, soprattutto se compaiono complicanze respiratorie o gastrointestinali.
In sintesi, anche se i sintomi più intensi si risolvono in pochi giorni, il recupero completo dall’influenza K può essere più lento rispetto alle influenze stagionali tradizionali. Per favorire la guarigione è importante riposo, idratazione e gestione dei sintomi, evitando di riprendere troppo presto le attività quotidiane.
Come prevenire e accelerare la guarigione dall’influenza K
Per ridurre il rischio di contrarre l’influenza K e favorire un recupero più rapido è importante combinare prevenzione attiva e gestione dei sintomi.
Prevenzione:
- Vaccinazione stagionale: il vaccino rimane lo strumento principale per proteggere soprattutto le persone più vulnerabili.
- Igiene delle mani: lavaggi frequenti e uso di gel disinfettanti aiutano a limitare la diffusione del virus.
- Distanziamento e mascherine: in contesti affollati o chiusi, ridurre i contatti e proteggersi con mascherine può diminuire il rischio di contagio.
- Aereazione degli ambienti: mantenere finestre aperte o ricircolo d’aria adeguato riduce la concentrazione di virus nell’aria.
Accelerare la guarigione:
- Riposo sufficiente: dormire a lungo e evitare sforzi eccessivi permette al corpo di combattere l’infezione.
- Idratazione costante: bere acqua, tisane o brodi aiuta a mantenere le mucose idratate e a sostenere le difese immunitarie.
- Alimentazione equilibrata: frutta, verdura e proteine leggere favoriscono il recupero e riducono la sensazione di debolezza.
- Gestione dei sintomi: antipiretici o analgesici possono alleviare febbre, dolori e malessere, sempre seguendo le indicazioni del medico.
Seguire queste strategie permette non solo di prevenire l’infezione, ma anche di ridurre la durata e l’intensità dei sintomi, rendendo più veloce il ritorno alle attività quotidiane.
Cosa prendere per i sintomi influenzali come l’influenza K
Per alleviare i sintomi dell’influenza K, come febbre, dolori muscolari, mal di testa e tosse, è possibile ricorrere a farmaci da banco e integratori mirati.
Farmaci utili:
- Antipiretici e analgesici: paracetamolo o ibuprofene riducono febbre, dolori muscolari e mal di testa.
- Decongestionanti nasali: spray o gocce aiutano a liberare il naso e facilitano la respirazione.
- Sciroppi per la tosse: lenitivi o mucolitici aiutano a gestire tosse secca o produttiva.
- Farmaci antivirali: disponibili su prescrizione medica, possono ridurre la durata della malattia se assunti entro le prime 48 ore dall’inizio dei sintomi.
Integratori consigliati durante l’influenza K:
- Vitamina C: supporta le difese immunitarie e può contribuire a ridurre la durata dei sintomi.
- Vitamina D: utile per il buon funzionamento del sistema immunitario, soprattutto nei periodi invernali.
- Zinco: indicato per sostenere le difese naturali e favorire il recupero.
- Probiotici: aiutano a mantenere l’equilibrio della flora intestinale, particolarmente utile se si assumono antivirali o antibiotici per complicanze.
Prima di assumere qualsiasi farmaco o integratore, è sempre consigliabile consultare il medico o il farmacista, soprattutto in presenza di patologie croniche o altri trattamenti in corso
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