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Secondo alcuni dati, in Italia sono circa dodici milioni gli individui che soffrono di sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (Osas), anche se solo il 20 per cento ne è consapevole. I soggetti più colpiti sono gli uomini tra i 40 e i 70 anni.

Accorgersene non è facile

Accorgersi di soffrire di Osas non è affatto facile, specialmente quando i sintomi, come sonnolenza diurna o russamento, vengono interpretati come conseguenza di un banale sonno disturbato.

Quando si condivide il letto con il proprio partner, dovrebbe essere quest’ultimo ad accorgersene, riconoscendone i sintomi quali russamento intermittente e, nei casi più gravi, improvvisi risvegli causati dal senso di soffocamento.

Altro sintomo noto è il bisogno di mingere durante la notte: il cuore, a causa delle apnee, produce un ormone diuretico che regola la minzione di notte, che può essere attribuita a problemi di prostata.

In ultimo si possono riscontrare mal di testa al risveglio, che solitamente va via entro un’ora, e la bocca asciutta.

Cause

Parte dei disturbi respiratori del sonno è correlato alla posizione supina, a pancia in su, mentre si dorme, essere avvezzi a partecipare a pasti molto abbondanti prima di coricarsi, bere alcolici e fumare.

Anche i farmaci miorilassanti (sedativi, ipnotici, oppiacei), lo scarso sonno e la diminuzione della pervietà nasale, conseguente a congestione o a difetti anatomici, possono acuire tale sindrome.

Altre cause possono essere ricercate:

  • nelle dimensioni maggiori di lingua e tonsille rispetto all’ampiezza delle vie respiratorie;
  • in una particolare struttura ossea di testa e collo che portano a un restringimento delle vie respiratore all’altezza della bocca e del collo;
  • nel rilassamento eccessivo dei muscoli della lingua e del collo;
  • nel sovrappeso o nell’obesità, in quanto il tessuto adiposo in eccesso ispessisce la trachea;
  • nell’età dell’individuo affetto, dato che con l’avanzare del tempo la capacità degli impulsi nervosi di mantenere rigidi i muscoli del collo tende a ridursi.

Rimedi

Una terapia spesso applicata è la C.P.A.P. (Continous Positive Air Pressare) che consta dell’applicazione di una mascherina sul naso, collegata a una macchina che soffia aria. Spesso questa terapia supporta l’individuo nel far andar via russamento e apnee: l’immissione costante di aria ambiente a pressione nelle prime vie aeree, infatti, non consente il loro rilassamento scongiurando in tal modo l’apnea.

La terapia chirurgica (roncochirurgia) è utile quando bisogna modificare alterazioni o patologie delle prime vie aeree, che hanno come conseguenza l’ostruzione del transito dell’aria. Il chirurgo agirà, quindi, nei punti più stretti delle prime vie aeree: parliamo di naso, palato molle, base della lingua, mandibola, tonsille o adenoidi.

Negli individui con manifestazioni più gravi, la chirurgia può essere di aiuto ma potrebbe anche non risolvere del tutto il problema se non abbinata a terapie dietologiche e mediche ben indirizzate.

In buona parte dei casi, può risultare efficace seguire diete, ripettare una buona igiene, non fumare e non bere alcool, e assumere alcuni farmaci, previo consulto medico, al fine di ottenere ottimi miglioramenti sulla respirazione.

Se vuoi approfondire l’argomento oppure porre qualche domanda, contattaci. Il nostro team di professionisti sarà felice di risponderti.

  • 08/ 07/ 2020
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